UN PATRIMONIO DELLA COMUNICAZIONE VISIVA ITALIANA DEL ´900

22/05/2015

UN PATRIMONIO DELLA COMUNICAZIONE VISIVA ITALIANA DEL ´900
Abbazia Valserena, navata centrale della chiesa, allestimento di Carlo Quintelli (foto ©Paolo Rosselli)

Sabato 23 maggio presso l’Abbazia di Valserena apre al pubblico il nuovo archivio-museo dello CSAC, Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, che raccoglie e conserva materiali originali della comunicazione visiva e della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. Un nuovo spazio multifunzionale che integra archivio, museo e centro di ricerca e didattica (aperto a ricercatori, dottoranti e studenti) e che raccoglie un patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi raccolti in cinque sezioni: Arte (oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni), Fotografia (con oltre 300 fondi e più di 9 milioni di immagini), Media (7.000 bozzetti di manifesti, 2.000 manifesti cinematografici, 11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione), Progetto (1.500.000 disegni, 800 maquettes, 2000 oggetti e circa 70.000 pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti e riviste di Moda) e Spettacolo (100 film originali, 4.000 video-tape e numerosi apparecchi cinematografici antichi).

 

Fondato nel 1968 da Arturo Carlo Quintavalle e diretto poi da Gloria Bianchino, il Centro Studi e Archivio della Comunicazione dal 2007 ha sede nell’abbazia cistercense di Valserena (la famosa Certosa di Stendhal), recentemente rinnovata attraverso un importante progetto architettonico promosso e sostenuto dall’Università di Parma.

 

Paradigna (Parma), Abbazia Valserena vista da sud, 2002 ( foto ©Paolo Rosselli)

Sviluppato attraverso gli spazi della grande chiesa cistercense, della sala delle Colonne, della sala Ipogea e della corte delle sculture, il percorso espositivo rappresenta con oltre 600 opere la complessità e la ricchezza delle collezioni dell’archivio, i cui materiali saranno esposti a rotazione.

Le sedici sezioni della chiesa saranno dedicate alle interazioni trasversali delle sue collezioni, dall’arte alla moda, dal design alla fotografia, dall’architettura alla pubblicità fino al disegno di satira con opere e progetti (tra gli altri) di Lucio Fontana, Giorgio Armani, Gianfranco Ferré, Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Nizzoli e Bellini per Olivetti, Man Ray, Luigi Ghirri, Dorothea Lange, Giò Ponti, Pier Luigi Nervi, Armando Testa, Tullio Pericoli, Vincino. 

La navata centrale della chiesa con allestimento di Carlo Quintelli (foto ©Paolo Rosselli 2002)

Chiude questo percorso la mostra monografica dedicata alla cultura figurativa e progettuale degli anni ’60 e ’70 con opere di Enrico Baj, Mario Ceroli, Luciano Fabro, Emilio Isgrò, Enzo Mari, Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto, Mario Schifano, Ettore Sottsass, Emilio Tadini. La sala delle Colonne espone il lavoro di raccolta e studio delle opere conservate nell’archivio della Sezione Arte con un percorso cronologico dai disegni di Mario Sironi alla Poesia Visiva, insieme a documenti progettuali e di lavoro.

Introdotta da Il Sentimento della Rivoluzione di Fausto Melotti, la sala Ipogea integra l’itinerario della scultura creato nella corte dell’Abbazia che comprende numerose sculture di grandi dimensioni.

 

23 Maggio 2015
Nuovo museo-archivio dello CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna 1 - Parma

 

La sala ipogea (foto ©Paolo Rosselli 2002) 


L´archivio della nuova sede del Centro Studi sulla Comunicazione dell´Università di Parma

Il parco delle sculture




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