VINO E ARCHITETTURA, MORETTI AL VINITALY

12/04/2019

VINO E ARCHITETTURA, MORETTI AL VINITALY

“Costruire cantine rappresenta per molti aspetti una sintesi delle mie due passioni: il costruire, perché nasco costruttore nel 1968 e mi sento ancora tale, e il vino, che inizio a produrre dieci anni dopo con la mia prima azienda agricola, Bellavista. E proprio in Bellavista ho iniziato a sperimentare l’impiego della prefabbricazione in cemento armato. Da allora sono oltre 350 le cantine che Moretti SpA ha realizzato in tutta Italia, sempre con l’obiettivo della qualità”. 

Con queste parole Vittorio Moretti ha introdotto ieri al Vinitaly la tavola rotonda dal titolo “La cantina: architettura di sintesi tra vino e territorio”, promossa da Moretti SpA con la partecipazione degli enologi Mattia Vezzola e Riccardo Cotarella, gli architetti Fiorenzo Valbonesi e Smiljan Radic e la direttrice del Master in Economia del Turismo dell’Università Bocconi Magda Antonioli.

Un appuntamento che aveva l’obiettivo di comprendere l’evoluzione che ha conosciuto il concetto stesso di cantina, da semplice luogo di produzione e maturazione del vino a elemento di attrazione turistica e di valorizzazione del territorio e del paesaggio.

“La collaborazione con il mondo della progettazione è stata alla base della crescita della nostra azienda – ha sottolineato la vice-presidente di Moretti SpA, Valentina Moretti – La passione per la bellezza ci ha portato a studiare soluzioni innovative per dare corpo alle scelte dei progettisti e dei produttori, mettendo il nostro patrimonio di competenza nell’edilizia industrializzata in legno e cemento a servizio del mondo del vino, alla ricerca di un dialogo armonico con il paesaggio”.

Evans Zampatti, a.d. di Moretti, ha ricordato le tappe dell’impegno dell’azienda di Erbusco in questo settore:

“Moretti SpA fa le prime esperienze di costruttore nel settore del vino con la prefabbricazione in cemento armato delle cantine ipogee, brevettando una tecnologia che, recentemente, è stata esportata anche in Francia. Tempi ridotti di realizzazione, costi contenuti, modularità e flessibilità della maglia, ideale grado di umidità e temperatura degli ambienti: sono molteplici i vantaggi del nostro “sistema cantina”, che sa unire eleganza architettonica e caratteristiche strutturali e può essere efficacemente utilizzato anche nei contesti geomorfologici più difficili e impegnativi grazie all’equilibrio di forze e spinte che mette in campo.  Un sistema efficiente per l’enologo e l’imprenditore, ma che appaga sotto il profilo estetico anche il visitatore e che favorisce una totale integrazione con il paesaggio circostante fino ad arrivare ad una sua completa scomparsa anche nel caso di volumi importanti, che così non vengono percepiti  dall’esterno”.

Fiorenzo Valbonesi, cantina del Bruciato, tenuta di Guado al Tasso

 

Dalle cantine ipogee alle strutture fuori terra: “Nascono via via le cosidette “cantine d’autore”, dalla forte identità architettonica. Il cemento armato si accosta al legno, all’acciaio, al vetro, alla pietra senza però rinunciare – al di là di alcune eccezioni – al dialogo tra edificio e paesaggio. Moretti si è inserita in questa evoluzione grazie a un rapporto di collaborazione e cooperazione stretta con imprenditore e progettista, dando vita a realizzazioni dalla forte personalità ma inserite pienamente nel territorio circostante. Edifici che impiegano con originalità”.

Smiljan Radic ha presentato la cantina di Vik, in Cile, e Fiorenzo Valbonesi le cantine di Bertinoro, Castello della Sala, Tormaresca e Cantina del Bruciato (Guado al Tasso) per la famiglia Antinori.

Smiljan Radic, cantina di Vik, Cile

Magda Antonioli (Università Bocconi) ha chiuso la tavola rotonda sottolineando le potenzialità economiche delle cantine, nel loro legame tra architettura e paesaggio e come poli attrattivi del turismo eno-gastronomico. 

“Mio padre - ha concluso Valentina Moretti -ci ha trasmesso la passione per la bellezza, che è per noi anche linea guida del nostro lavoro. Insieme a voi, vorremmo trasferire nel volto della cantina, nella sua architettura, la bellezza del fare vino”.



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