VITRUVIO 4.0, RIGENERAZIONE URBANA

19/06/2019

VITRUVIO 4.0, RIGENERAZIONE URBANA
Leopoldo Freyrie, progetto di piano attuativo per la trasformazione urbanistica dell´ex Piazza d´Armi e Magazzini di Baggio a Milano, 2017

Si è parlato di rigenerazione urbana ieri sera al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, nell’appuntamento conclusivo di Vitruvio 4.0, il ciclo di incontri organizzati da Mitsubishi Electric con Leopoldo Freyrie

Indubbiamente un vasto tema, che presenta le maggiori opportunità di investimento –  e insieme le occasioni per ripensare il progetto di città e di territorio alla luce di criteri di sostenibilità che – come rilevava anche Tommaso Dal Bosco, dirigente di Anci e presidente di Audis – non può che essere insieme economica, sociale e ambientale.

E se dal punto di vista economico la rigenerazione di vaste aree dismesse è la via maestra per un’agognata ripresa del settore delle costruzioni – che fino a qualche anno fa generava, incluso l’indotto, più del 20% del Pil del Paese – purchè vi siano le condizioni normative che consentono di operare.

La tavola rotonda di Vitruvio 4.0 ieri al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. Da sinistra, Carlo De Vito, presidente di FS Sistemi Urbani; Regina De Albertis, presidente di Ance Giovani e imprenditrice (Borio Mangiarotti); Leopoldo Freyrie; Tommaso Dal Bosco, presidente di Audis-Associazione Aree Urbane Dismesse; Giorgio Tartaro, giornalista

 

Se Regina De Albertis, indossando i panni di presidente di Ance Giovani, auspica addirittura l’esenzione, a parità di volumetrie con l’esistente, degli oneri di urbanizzazione, in qualità di imprenditrice del settore rilevava però la dissonanza, rispetto al contesto, di leggi e norme pensate per il nuovo – molto più semplice da realizzare ma consumando ulteriore suolo libero – che talvolta rendono impossibile riqualificare edifici e pezzi di città esistente ormai dismessi.

Si chiama rigenerazione urbana ma riguarda in realtà il territorio, faceva notare Carlo De Vito, presidente di FS Sistemi Urbani (forse, insieme al Vaticano e al Demanio, il principale proprietario fondiario in Italia). Perchè le città funzionano come centri nevralgici di un tessuto esteso e connesso, con infrastrutture che assicurino una buona mobilità.

Così, anche se il core business di Sistemi Urbani consiste nella valorizzazione degli asset immobiliari e fondiari di Ferrovie, il discorso si è inevitabilmente spostato sui treni: quest’anno la “metropolitana d’Italia”, come la battezzò Moretti, ovvero l’alta velocità Roma-Milano, compie dieci anni, ed è giunto il momento di programmare gli investimenti nella rete ordinaria, con il nuovo piano industriale che da qui al 2024 prevede il rinnovo quasi completo del materiale rotabile esistente e soprattutto l’aumento del numero di corse grazie a grandi investimenti in tecnologia sulla rete. 



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